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speccc.jpgE' ancora nel cuore il ricordo delle emozioni vissute nella piscina di Cittaducale che ha ospitato i Giochi Regionali di Nuoto Special Olympics. Per non dimenticare pubblichiamo un articolo uscito sul quotidiano "Il Messaggero", cronaca di Rieti.

Nella piscina di Cittaducale, sede dei Giochi Regionali di nuoto Special Olympics è calda l’atmosfera. Rispettato il cerimoniale con l'accensione del braciere e il giuramento di giudici ed atleti.

David e Maurizio, 33 e 42 anni, a bordo vasca attendono il loro turno. Arrivano da Latina e hanno già vinto numerose medaglie nelle gare di atletica, bocce ed equitazione. "Però non ci siamo montati la testa" assicurano loro.

E’ di Viterbo la diciottenne Maria Chiara. "Sorrisi che nuotano" si chiama la sua squadra, "Perchè- spiega - anche in acqua ci dobbiamo sempre divertire”. Paolo, 16 anni, da Grottaferrata, ha al collo due medaglie d'oro. "Una la dedico a Delio Rossi, allenatore della Lazio, l'altra alla mia professoressa di matematica".

Lorenzo Gnan, 19 anni è invece, tra gli oltre 100 presenti, l’unico atleta reatino. Frequenta il liceo pedagogico e ha gareggiato nei 50 metri stile libero e dorso. "Ha cominciato ad allenarsi sotto la guida di un bravo istruttore, Claudio Innocenti - racconta mamma Daniela - Gli piace andare in acqua, ma da quando la piscina di Campoloniano è chiusa non può più allenarsi, e questo è un peccato, perchè Lorenzo ha fatto miracoli. La speranza è che, alla ripresa degli allenamenti, altri ragazzi si aggiungano, così avrà più stimoli per crescere sempre meglio".

Tra gli atleti c'è chi balla, chi incoraggia il compagno, chi lancia baci e occhiolini alle volontarie. Una cinquantina i volontari Special Olympics che hanno passato il fine settimana accanto agli atleti con i quali si è creato un feeling speciale. "Non è stato faticoso alzarci all'alba di domenica mattina - racconta Alessandra, che frequenta l'istituto d'arte di Rieti – E’ un esperienza che fa crescere e che ho consigliato alle mie amiche". Per Greta, diciottenne del liceo pedagogico, è la terza volta: “Stare al loro fianco mi riempie d'orgoglio". "Impari a non aver timore della disabilità - aggiunge Anna, volontaria per la prima volta - E' bello aiutare gli altri, ti gratifica".

Perché in fondo, come diceva qualcuno, sono le piccole gioie che fanno grande una vita.

 
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